Disturbo ossessivo-compulsivo: capire le ossessioni e i rituali
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) unisce ossessioni, pensieri o impulsi intrusivi che generano ansia, e compulsioni, azioni ripetute per ridurla. Interessa l'1–3% della popolazione e inizia in media verso i 19–20 anni. Le ossessioni del DOC raramente passano da sole: la terapia di esposizione e prevenzione della risposta e alcuni antidepressivi sono le cure efficaci.
Redazione fabrizialodeserto.itPubblicato il

Scheda: disturbo ossessivo-compulsivo
- Nome clinico
- Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
- Codice ICD-10 (OMS)
- F42
- Classificazione DSM-5
- Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati
- Criterio di durata
- Ossessioni o compulsioni che fanno perdere molto tempo o causano sofferenza significativa
- Diffusione
- 1–3% della popolazione; esordio medio a 19–20 anni (Manuale MSD)
- Sintomi tipici
- pensieri intrusivi di contaminazione, dubbi ricorrenti (porta chiusa, gas spento), bisogno di ordine e simmetria, pensieri proibiti o aggressivi non voluti, lavaggi, controlli, conteggi ripetuti
- Trattamenti di prima scelta
- Terapia cognitivo-comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta, Antidepressivi SSRI o clomipramina prescritti dal medico
Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?
Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo caratterizzato da ossessioni, compulsioni o entrambe, secondo il Manuale MSD. Le ossessioni sono idee, immagini o impulsi ricorrenti, involontari e intrusivi che generano ansia. Le compulsioni, chiamate pure rituali, sono azioni o atti mentali che la persona si sente spinta a ripetere per ridurre o prevenire quell’ansia. Il DOC interessa circa l’1–3% della popolazione, è leggermente più comune nelle donne e inizia in media intorno ai 19–20 anni.
Il DOC non è un disturbo psicotico. La maggior parte delle persone con DOC sa, almeno in parte, che i propri pensieri non riflettono un rischio reale e che i rituali sono eccessivi, e per questo spesso li esegue in segreto.
Quali sono le ossessioni più comuni?
Le ossessioni più comuni del DOC sono cinque, secondo il Manuale MSD.
- Paura della contaminazione, per esempio di ammalarsi toccando una maniglia.
- Dubbi ricorrenti, per esempio sulla porta rimasta aperta.
- Bisogno che gli oggetti siano allineati o in ordine.
- Pensieri proibiti o tabù, aggressivi o sessuali, non voluti.
- Timore di fare del male a sé o agli altri.
Le compulsioni rispondono alle ossessioni con lavaggi, controlli ripetuti, conteggi e riordini secondo schemi rigidi. Alcuni rituali sono visibili, come lavarsi continuamente le mani; altri restano mentali, come contare in silenzio.
Le ossessioni passano da sole?
Le ossessioni del disturbo ossessivo-compulsivo raramente passano da sole, perché il rituale che le calma nel breve periodo le rinforza nel lungo. Un pensiero intrusivo occasionale è diverso: capita a molte persone e non è un disturbo. La diagnosi di DOC richiede che ossessioni o compulsioni facciano perdere molto tempo, causino sofferenza significativa o interferiscano con il lavoro, la scuola o le relazioni. Le ossessioni rispondono bene alle cure indicate più sotto, e prima iniziano, meglio è.
Differenza tra DOC e ansia generalizzata
La differenza tra DOC e ansia generalizzata sta nella forma del pensiero e nella risposta della persona. Nell’ansia generalizzata le preoccupazioni riguardano problemi reali della vita quotidiana, come il lavoro o il denaro, e cambiano nel tempo. Nel DOC l’ossessione è un pensiero intrusivo, spesso vissuto come assurdo, che spinge a un rituale preciso per neutralizzarlo. I due disturbi si sovrappongono spesso: secondo il Manuale MSD, dal 51 al 76% delle persone con DOC riceve nel corso della vita la diagnosi di un disturbo d’ansia.
Come si cura il disturbo ossessivo-compulsivo?
Il disturbo ossessivo-compulsivo si cura con la terapia cognitivo-comportamentale di esposizione e prevenzione della risposta, con alcuni antidepressivi o con la combinazione dei due. La terapia di esposizione mette la persona, in modo graduale e ripetuto, di fronte alle situazioni che scatenano le ossessioni, chiedendole di non eseguire il rituale: il disagio, ripetizione dopo ripetizione, diminuisce. Tra i farmaci, il Manuale MSD indica gli antidepressivi SSRI, come la fluoxetina, e la clomipramina. La scelta del farmaco, la dose e i tempi spettano al medico; la psicoterapia psicodinamica e la psicoanalisi, secondo la stessa fonte, non hanno dato risultati nel DOC.
Quando chiedere aiuto per le ossessioni?
Chiedere aiuto per le ossessioni a un medico o a uno psicoterapeuta è necessario le ossessioni fanno perdere tempo ogni giorno, provocano sofferenza o limitano la vita sociale, lo studio o il lavoro. Il Manuale MSD riferisce che fino al 50% delle persone con DOC ha pensieri suicidari nel corso della vita: in presenza di questi pensieri il contatto con un medico deve essere immediato, e in emergenza va chiamato il 112.
Domande frequenti
Il DOC è una forma di ansia?
Sì, il DOC è strettamente legato all’ansia, perché le ossessioni generano ansia e le compulsioni servono a ridurla. Il DSM-5 lo colloca però in un capitolo proprio, quello del disturbo ossessivo-compulsivo e dei disturbi correlati, distinto dai disturbi d’ansia.
Avere pensieri intrusivi significa avere il DOC?
No, avere pensieri intrusivi non significa avere il DOC. Il disturbo richiede che ossessioni o rituali facciano perdere molto tempo o causino sofferenza e difficoltà nella vita quotidiana.
Il DOC si può curare senza farmaci?
Sì, il DOC si può curare senza farmaci in molte persone, con la sola terapia cognitivo-comportamentale di esposizione e prevenzione della risposta. Il Manuale MSD indica che spesso si inizia con la psicoterapia o con i farmaci e che molti esperti preferiscono combinarli nei casi più gravi.