Somatizzazione: quando l'ansia si esprime con sintomi fisici

La somatizzazione è l'espressione di fattori psicologici, come ansia e stress, sotto forma di sintomi fisici: dolore, stanchezza, nausea, formicolii. Diventa un disturbo, il disturbo somatoforme, quando la preoccupazione per i sintomi è sproporzionata e peggiora la vita quotidiana. La terapia cognitivo-comportamentale e un rapporto di fiducia con un medico sono le cure indicate.

Redazione fabrizialodeserto.itPubblicato il

Sagoma di una persona con aree luminose sul corpo che rappresentano la somatizzazione dell'ansia

Scheda: somatizzazione

Nome clinico
Disturbo somatoforme (disturbo da sintomi somatici)
Codice ICD-10 (OMS)
F45
Classificazione DSM-5
Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati
Criterio di durata
Sintomi persistenti, con preoccupazione eccessiva che interferisce con la vita quotidiana
Sintomi tipici
dolore in una o più parti del corpo, stanchezza, nausea e disturbi digestivi, preoccupazione sproporzionata per i sintomi, visite mediche ripetute
Trattamenti di prima scelta
Terapia cognitivo-comportamentale, Rapporto continuativo con un medico di riferimento

Cos’è la somatizzazione dell’ansia?

La somatizzazione dell’ansia è il processo con cui fattori psicologici, come preoccupazione e stress, si esprimono sotto forma di sintomi fisici, secondo la definizione del Manuale MSD. I sintomi sono reali: il dolore, la stanchezza, la nausea o il formicolio si sentono davvero, pure quando gli esami non trovano una malattia che li spieghi. Mente e corpo sono così connessi che, riferisce la stessa fonte, lo stress psicosociale può peggiorare malattie come il diabete, la coronaropatia e l’asma e prolungare nel tempo i sintomi fisici.

Cos’è il disturbo somatoforme?

Il disturbo somatoforme è la forma di somatizzazione che diventa un disturbo di salute mentale: uno o più sintomi fisici cronici si accompagnano a una preoccupazione sproporzionata, a molto tempo ed energia spesi per i sintomi e a difficoltà nelle attività quotidiane. Il Manuale MSD precisa che la diagnosi non dipende dall’assenza di una malattia fisica, ma da quanto intensamente la persona reagisce ai sintomi: il disturbo può esistere accanto a una malattia reale. Il disturbo somatoforme sostituisce diagnosi usate in passato come il disturbo da somatizzazione e il disturbo da dolore.

Come si riconosce la somatizzazione?

Come si riconosce la somatizzazione lo indicano tre caratteristiche che il Manuale MSD usa per la diagnosi del disturbo somatoforme.

  • Pensieri costanti e sproporzionati sulla gravità dei sintomi.
  • Ansia intensa per la propria salute o per i sintomi.
  • Tempo ed energie eccessivi dedicati ai sintomi o ai problemi di salute.

I sintomi iniziano di solito prima dei 30 anni e possono riguardare qualsiasi parte del corpo. Una sensazione normale, come lo stomaco che brontola, viene interpretata come il segno di una malattia grave. Molte persone con disturbo somatoforme passano da un medico all’altro, chiedono esami ripetuti e non si sentono prese sul serio quando vengono rassicurate.

Differenza tra somatizzazione e ipocondria

La differenza tra somatizzazione e ipocondria sta nell’oggetto della preoccupazione. Nel disturbo somatoforme la persona è tormentata da sintomi fisici che sente davvero. Nel disturbo d’ansia da malattia, un tempo chiamato ipocondria, la preoccupazione riguarda la possibilità di avere o di ammalarsi di una malattia grave, con sintomi assenti o lievi, secondo il Manuale MSD.

Quando un sintomo va comunque controllato?

Un sintomo va comunque controllato dal medico quando è nuovo o diverso dal solito, pure in chi ha già una diagnosi di disturbo somatoforme. Il Manuale MSD avverte che il medico deve tenere presente la possibilità di una nuova malattia fisica e che non bisogna presumere che sintomi nuovi e diversi siano causati dal disturbo. Dolore al petto, difficoltà a respirare, debolezza improvvisa di un lato del corpo o sangue nelle feci richiedono una valutazione immediata.

Come si cura la somatizzazione?

Come si cura la somatizzazione lo indica il Manuale MSD: con la psicoterapia, in particolare con la terapia cognitivo-comportamentale, trattamento efficace del disturbo somatoforme. Un rapporto di fiducia con un unico medico di riferimento aiuta: il medico coordina le cure, vede la persona regolarmente e la protegge da esami e trattamenti non necessari. La depressione, quando presente, viene trattata insieme al disturbo.

Sintomi fisici della somatizzazione

I sintomi fisici della somatizzazione più cercati hanno una pagina dedicata, con il meccanismo e i segnali che richiedono il medico.

Domande frequenti

I sintomi da somatizzazione sono immaginari?

No, i sintomi da somatizzazione non sono immaginari: il dolore, la nausea o il formicolio si sentono davvero. A essere sproporzionata è la preoccupazione per i sintomi, non la sensazione in sé.

La somatizzazione passa da sola?

No, la somatizzazione passa da sola di rado: il Manuale MSD riferisce che i sintomi possono attenuarsi o peggiorare ma tendono a persistere e si risolvono completamente solo di rado. La terapia cognitivo-comportamentale riduce la sofferenza e l’impatto sulla vita quotidiana.

Chi somatizza deve andare dallo psicologo o dal medico?

Chi somatizza deve andare dallo psicologo e dal medico, perché ha bisogno di entrambi: il medico esclude le cause fisiche e coordina le cure, lo psicoterapeuta tratta la preoccupazione che mantiene i sintomi. Il Manuale MSD riferisce che molte persone vanno solo dal medico perché sono convinte che i sintomi abbiano una causa fisica.

Fonti